ITINERARIO: 7 Castelli del Salento

25.10.2016 15:16

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INTRO

Elemento caratteristico dell’intervento dell’uomo sul territorio salentino è la costruzione di castelli posti a difesa della costa ma anche delle città dell’entroterra. La particolare collocazione geografica del Salento ne ha fatto da sempre un territorio di conquista; obiettivo principale delle popolazioni stanziatesi in questo lembo di terra nel corso dei secoli è stato quindi quello di difendersi dagli attacchi esterni: mura, castelli, masserie fortificate, torri costiere presidiano tutto il territorio e ne aumentano sensibilmente il fascino.

7 Castelli scelti per voi

Tantissimi, i castelli sparsi sul territorio salentino, testimoni di epoche diverse, alcuni meglio conservati di altri ma tutti incantevoli e meritevoli di una visita. Basta scegliere la direzione da seguire e lasciarsi guidare dal fascino del territorio, magari dalle indicazioni degli anziani. Ma attenzione; spesso nella tradizione popolare anche il palazzo del signore del paese è conosciuto come “castello”…e quasi sempre vale davvero la pena visitarlo!

Dovendo fare una scelta, abbiamo pensato di seguire un percorso che vi permetta di apprezzare paesaggi diversi, la costa adriatica e quella ionica, scendendo verso sud e poi risalendo, passando per l’entroterra; si tratta soprattutto di castelli aragonesi che in alcuni casi conservano i segni delle costruzioni precedenti, in altri tanto rimaneggiati in epoche successive da essere irriconoscibili. Abbiamo scelto 7 luoghi meravigliosi, con altrettanti castelli belli, suggestivi, da non perdere: LecceAcaja Otranto Castro - Corigliano d’Otranto Nardò Copertino.

un po’ di storia

Già in epoca messapica la difesa delle città era uno dei problemi principali la cui soluzione veniva affidata soprattutto a possenti mura poste intorno ai centri abitati; sistemi di difesa furono però improntati soprattutto dopo la caduta del dominio romano e in seguito al declino del potere bizantino nel Mediterraneo, quest’ultimo aveva lasciato disseminate sul territorio opere di difesa e di avvistamento che caratterizzavano soprattutto il paesaggio rurale. Durante la dominazione normanno-sveva il Salento partecipò ad un più vasto disegno difensivo voluto in modo particolare da Federico II, il progetto era basato in particolare sul castello che doveva assolvere la funzione di controllo delle città; spesso si possono leggere nelle strutture giunte fino a noi riferimenti ad epoche precedenti segno che spesso c’è stata continuità nella scelta dei siti per la strategia difensiva. I castelli normanni di Gallipoli e Castro, ad esempio, conservano i segni delle strutture difensive di epoca bizantina che hanno fatto da punto di partenza per la nuova costruzione. Con gli Angioini e poi con gli Aragonesi, il sistema di difesa si concentrò soprattutto lungo la fascia costiera per volere però dei singoli feudatari che avevano tutto l’interesse a preservare le proprie terre dagli attacchi esterni, è questo infatti il periodo in cui si intensificarono le scorrerie di popoli provenienti dal mare, in particolare dei turchi. Con la dominazione spagnola, il Salento viene sempre più identificato come “terra di frontiera”, è questa l’epoca in cui vengono costruiti la maggior parte delle strutture difensive che sono giunte fino a noi: torri di avvistamento, castelli, porti. A Lecce, Carlo V dispone la costruzione di nuove mura e il rifacimento del castello in una logica di riorganizzazione delle opere di difesa che coinvolse comunque tutta la Terra d’Otranto.